Altro capitolo importante è quello
che vede il Salento al centro delle mire espansionistiche dei
Turchi. Un avvenimento tristemente memorabile è quello che
coinvolse Otranto, nel 1480 attaccata e saccheggiata da una
poderosa flotta comandata da Acmet Pascià, la cui resistenza venne
punita con l'uccisione di ottocento abitanti. Fu questo uno degli
episodi che diede l'avwio alla costruzione delle torri di guardia
sotto gli Spagnoli. Realizzate a partire dal '500, sotto il regno
di Carlo V, le torri costiere costituivano un sistema di
avvistamento che consentiva di approntare difese di emergenza in
occasione di incursioni dal mare. Queste torri sono tuttora
visibili lungo gran parte della costa pugliese ed il Salento, in
particolare, conserva in buona parte integra la struttura delle
costruzioni. Nello stesso periodo, Lecce divenne una delle città
più belle ed importanti del periodo, seconda solo a Napoli come
cuore pulsante delle attività culturali ed artistiche che, oltre
ad attirare nobili e studiosi, diedero impulso alla definizione
del suo volto barocco coinvolgendo anche l'immediato entroterra ed
irradiando su una più vasta arca la grazia, l'armonia ma anche la
forza dirompente e "bizzarra" del nuovo gusto. Lecce e
tutto il Salento si riempirono di putti, grifi, trabeazioni
elaborate, balaustre ardite, realizzati nel marmo dei poveri.
Nella Grecìa Salentina, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Soleto
costituiscono l'esempio più ricco di tale espressione d'arte. Una
gara ad uno splendore sempre crescente nella quale si distinse il
vescovo Pappacoda, al quale si devono alcuni fra i più insigni
edifici. Sorsero in questo periodo accademie e si diffusero gli
ordini religiosi, promotori di iniziative culturali al passo con i
tempi. |